noi lavoriamo all’Alfasud dei nostri cuori,
lasciamo che le catene non sregolino,
che di un grado non svirgolino i montaggi.
facciamo il lavoro dei poveri angeli dei forni,
delle saldatrici, degli imballaggi; dei turni
che partono nelle azzurre mattine scure
e finiscono ben oltre il sole.
siamo silenziosi del silenzio macchinario
delle nostre otto per otto ore, e qualche parola
la usiamo solamente per una sigaretta, un fazzoletto.
o per un richiamo che ci dica chiaramente
se c’è ancora dall’altra parte chi si sforza
del nostro stesso sforzo eterno, oppure niente.
(benedizione)
spicca ogni serpe
rendila foglia, frutto
resuscitato.