i conigli abitavano in bocche sporche di nebbia,
mordevano fieno sbiadito
che ora si chiede dove sono finiti,
qualcuno slattato moriva in natura.
è rimasto da solo a mangiarsi di freddo un intreccio metallico
e voi da che libro venite, cavalli scalcianti?
i topi stanno allacciati a carcasse di pelli
con occhi serrati e mani agli stomaci,
è questa la fine: un passaggio di appesi.
mi ricordo i salami, gli odori di buono
e torte di sangue che a tutti brillavano gli occhi
e voi da che libro venite, cavalli scalcianti?
un colpo inesperto una volta non uccise il maiale,
e mezzo sgozzato ed irato faceva tempesta,
benediva di sangue muraglie,
scappavano tutti dal maiale-tempesta.
gli assolti ad imbroglio vedranno le nuvole: io spero saranno scannati
e voi da che libro venite, cavalli scalcianti?
dovrei stare devoto alla Logica,
a san Giorgio e al cavallo:
un santo e una bestia, dietro un profeta sfiatato.
ma quanta salvezza ci manca: ad esempio restare immortali
e voi da che libro venite, cavalli scalcianti?
e voi da che libro venite, cavalli scalcianti?
e voi da che libro venite, cavalli scalcianti?